le troiane

Le troiane con la regia di Fokin e Roschin, al mercadante di Napoli dal 22 marzo al 2 aprile, è una rappresentazione mal riuscita. Il lavoro, anche se rappresentato con un’ interessante scenografia ed con alcune trovate innovative, era slegato, a tratti realistico, a tratti fantasioso, ma alla fine retorico, non nel senso della classicità.

La scena, un banchetto, in cui vinti e vincitori ridacchiano, amoreggiano e si raccontano. Il tutto viene riprodotto su uno schermo che ci restituisce l’azione in bianco e nero. Si coglie la diperazione, che poi è la cifra dominante della tragedia euripidea, si coglie anche il desiderio di accettare le avversità, tentando di cogliere il vantaggio di essere almeno dei sopravvissuti, ma  c’è troppo clamore, la recitazione è congestionata, si sovrappone, non rende il dolore, ma solo una sorta di confusione. Manca il lirismo. E’ pur sempre un dramma molto ripercorso, da regie, etnie e ambientazioni diversissime tra loro, a dimostrazione che questa sia una tragedia che intriga, incuriosisce, si adatta alla contemporaneità (ricordiamo una stupenda edizione di Bianco e Liberti del 2008 per il teatro festival di Napoli al Real Albergo dei Poveri).

Assente la voce di Angela Pagano, che, per quanto attrice di talento, in quest’opera viene sopraffatta dalla macchina teatrale troppo ingombrante e le sue parole  si spengono,  facendoci udire poco e nulla del suo dialogo.

24/3/2017

Gioia

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